ECOLOGIA URBANA
Interazioni della fauna con l’ambiente urbano
Nel mondo la popolazione residente nelle aree urbane ha superato quella delle aree rurali e per il futuro la tendenza è un divario sempre più in crescita. I fabbisogni abitativi e produttivi conducono all’assembramento in agglomerati urbani sempre più sovraffollati ed estesi che assorbono gli elementi naturali nella morsa del cemento e della viabilità, isolando le specie selvatiche in popolazioni ridotte e fragili.
L’inurbamento semplifica le relazioni tra gli organismi e seleziona quelli capaci di adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Per molti animali le città presentano numerosi vantaggi trovandovi ampie disponibilità alimentari, zone rifugio, assenza di predatori e condizioni climatiche stabili ma, l’inquinamento e la perdita di habitat, limita quelli più sensibili o esigenti. Per quanto l’ambiente urbano appaia esteriormente ridotto, l’inglobamento delle aree naturali (fiumi, canali, boschi, parchi) e la creazione di habitat artificiali, sostiene una diversità biologica elevata, rappresentata da numerose specie in grado di coesistere.
Nonostante la crescente diffusione di molte specie in ambito urbano, ci si rende conto della loro presenza solo quando a causa dell’eccessivo sviluppo demografico diventano un problema oppure, in seguito alla loro capacità di veicolare patogeni, quando si verificano complicazioni sanitarie (foto 4) . Allora si agisce in emergenza, affidandosi ad interventi drastici, senza una adeguata preparazione e pianificazione, determinando solo una soluzione temporanea. L’uso sproporzionato e inadeguato di molte sostanze, in certi casi può avere gravi effetti collaterali, che si ripercuotono sui sistemi biologici e sull’uomo, inibendo i possibili elementi di autocontrollo naturale.
In ambito urbano la lotta alle specie infestanti richiede notevoli risorse economiche ed umane, ma i risultati, nonostante gli sforzi compiuti, non sempre sono soddisfacenti e duraturi. D’altronde, se non si agisce sulle cause che hanno condotto all’eccessiva proliferazione, l’esecuzione dei soli trattamenti non è in grado di garantire il controllo dell’infestazione in modo efficace. La presenza di numerose variabili ambientali o i comportamenti errati nella gestione del territorio pubblico e privato, tendono ad interferire con gli interventi fatti, portando ad una rapida reinfestazione ed al mantenimento di una emergenza costante.
Da qui l’esigenza di mettere in risalto i principi di lotta e prevenzione favorendo una maggiore consapevolezza da parte di tutti del proprio ruolo e definendo possibili strategie di azione condivise da attuare a fronte di improvvise criticità.
Obiettivi da perseguire
Nell’ambito delle attività per il controllo delle specie infestanti urbane, è importante:
- promuovere una politica ambientale in grado di contenere l’uso delle risorse naturali, rispettare gli equilibri ecologici ed evitare la creazione di condizioni favorevoli agli infestanti;
- sviluppare programmi di lotta nel lungo periodo, non improvvisati, ma basati su adeguate conoscenze tecnico-scientifiche delle specie, del territorio e delle metodiche di intervento;
- valorizzare la cultura della prevenzione, quale elemento chiave per un controllo efficace e persistente, in grado di limitare le infestazioni intervenendo sulla capacità portante dell’ambiente (intesa come potenzialità di colonizzazione);
- garantire il contenimento delle specie entro un livello di accettabilità oggettivo (monitoraggio);
- coinvolgere la cittadinanza nelle attività di prevenzione e lotta affinché collaborino nella corretta gestione delle aree private, quali aree di proliferazione difficilmente gestibili con il solo controllo centralizzato;
- conoscere i rischi sanitari connessi alla presenza di talune specie e prevedere una piano di monitoraggio sanitario e di emergenza;
- incentivare la collaborazione tra gli enti preposti al controllo per aumentare l’efficienza degli interventi ed evitare che le attività di uno mettano in discussione quelle degli altri.










